03/03/2008 – Gentile Telmo Pievani

La ringrazio per l’attenzione. Mi rendo conto, vivendo nell’immaginifico, a chi non è un addetto nel mondo dell’arte, è difficile immedesimarsi in questa sensibilità che come risultato può avere anche un supporto astruso (carta,tela,corpo,video, computer,ecc.). 
Il mio piacere è incrociare il sentire scientifico e filosofico nell’immaginifico. 

Quale cosa scatena l’impulso?
E’come un motore che fino a quando non si comprende la scintilla iniziale non si capisce il procedimento.

Quando vegeto = essere vivo, la mia mente ha un’energia che lavora. Questa è composta in maniera singola da essere ad essere. Chiamiamola:energia-sensibilità-creatrice.
Nei quadri faccio muovere questa energia-sensibilità-creatrice però la sento come un magma universale non scomponibile. 
La sensibilità, di cui parlo, non è diversa dalle componenti materiali del mondo anzi essa stessa si fa materia in movimento. Per questo considero il processo fra il micro-mondo e il macro-mondo alla stessa stregua della mente.

Il risultato, nel mio lavoro, è l’immagine. Spero di essere riuscita nell’intento di chiarire alcuni concetti e le rivolgo auguri e soddisfazioni per il suo lavoro. 

Cordialmente 
Olga Danelone 

Telmo Pievani
Professore di Filosofia della Scienza, Università Milano – Bicocca