09/07/2007 – Caro Gerardo Pedicini

Spero di risponde in maniera chiara ed esauriente. 
Per quanto riguarda l’astrattismo mi sono chiesta pure io se in definitiva stavo dicendo qualcosa di già detto. Ogni volta mi sono risposta osservando i ‘concetti’ del mio operato, e se non nuovi, mi dicevo, sono intersecati con delle risoluzioni volute dal mio vissuto personale. 

E’ un lavoro anche figurativo perché considero vera l’azione neurologica, nel significato che l’immagine sta accadendo e si sviluppa tramite il mio corpo o nicchia. 
Potrei usare immagini scientifiche, ma ciò che voglio è la rappresentazione della vitalità neurologica – molecolare. 
Sento di dover usare questa verità nascosta, perché svela la parte tangibile e la sua caducità. 
Di seguito spero di chiarire i miei concetti. 
Oltre alla prima parte, che forse hai già letto, ho aggiunto alcune riflessioni che ti avvicineranno alla mia visione. 

In tutte le direzione posso andare. Quando…esattamente non lo so. Sbarcati, approdati, arrivati, ma in quale luogo? 
Liberati dal dove attraccare perchè non è necessario vedere terra.
Stupendo! L’inconsistenza, eppure va verso qualcosa, procede incompleta, oppure dopo essere arrivata potrebbe andare in altri luoghi. 

Introduzione: I soggetti ai quali mi sono interessata e che hanno nutrito il lavoro giorno dopo giorno sono: testi di Michal Onfray; testi di filosofia generale; testi su Democrito, Antistene, Diogene, Epicuro; testi sulla quantistica, atomo, fotone e probabilistica. 

Mi piace immaginare, guardando un foglio dove lavorerò, un insieme di piani in profondità dove tutto fluttua, un tutto che vive…o muore, un divenire dove non esistono certezze ma casualità di energia. Questa sì con sicurezza prende forma. 

I testi menzionati sopra mi hanno dato la soddisfazione di sentirmi una persona ‘terra terra’, guardando concretamente alla contingenza dell’essere, alla vacuità di frapporre palliativi allo scorrere del tempo, non esiste salvezza, non esiste ‘se io faccio…’ 

Cosa c’è allora? 
Per me c’è il rispetto per la forza che fluttua, potrei definirla la conoscenza, la creatività, la parola…tutto questo, a livello micro, lo vedo in una immagine bidimensionale dove molte particelle corrono, si incrociano, vanno, vengono, si fermano, ripartono solo sentendo l’impulso centrale del tutto. 

Una forza contenente una miriade di forze che si esprimono o che virtualmente hanno la capacità di farlo. Il tutto come due verità che si scambiano il posto e mai rimangono ferme a se stesse ma si cercano a vicenda, annullandosi in una sola immagine (luce sia come onda sia come particella).
TIENI PRESENTE CHE MI SONO SEMPRE INTERESSATA AL ‘PERCEPIRE L’INTERNO E L’ESTERNO’, MA, MENTRE PRIMA ERA UN SENTIRE ISTINTIVO ORA È RAGIONATO, CONSTATATO, PROVATO. POSSO ADOPERARLO COME RISPOSTA E NON SOLO COME SENSORIALITÁ INCONSCIA. 

OLGA DANELONE 

Ps:al posto di Einstein metterei qualcos’altro, non so esattamente cosa o chi, forse… ci sentiremo per questo. Forse leggendo la mia e-mail ti verrà in mente… 

Gerardo Pedicini 
Poeta e critico d’arte. Napoli