27/03/2008 – Gentile Leonardo Conti

Sono giunta a Pasqua, che lei avrà passato bene come me, a metà libro di Hadot, cioè a Plotino. 
La parte della filosofia che persiste sul pensiero di Dio, come ente supremo, sfociando in seguito nel cristianesimo, proprio non la digerisco, mi annoia, la concentrazione diminuisce. 
Sono legata a una filosofia materialista perché si avvicina alla realtà oggettiva sentendosi libera da pregiudizi e la meno discriminante verso la donna. 
Osservo la mancanza della donna nella filosofia di tutti i tempi, come un parlare da soli. Un soliloquio. 
Vorrei, un sentire ‘unico e composto’ dell’esistenza, invece noto una società e una filosofia volutamente divisa sia da donne che da uomini.
Mentre lavoro, pensando alla fisica, alla quantistica, alla nanotecnologia, immagino sia impossibile non ‘ascoltare’ tutte le persone. 
L’energia o la futura energia o l’energia in formazione, captare questo processo e procedere con la ‘fiducia’. 

Cercherò comunque di terminare il libro anche perché farei una rivisitazione della filosofia occidentale da una visione globale e temporale, quella di Hadot. 
Cordialmente o. d.

P.S.: non potevo salutarla senza inserire 2 miei lavori. Spero le piacciano. 

Leonardo Conti
Critico e curatore d’arte. Milano