Vania Gransinigh -1997

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Vania Gransinigh, 1997, curatore e critico d’arte, Udine.
Brevi segnali dell’anima
Sono immagini eteree quelle che impressionano, luministicamente, i supporti pittorici di Olga Danelone, icone ricche di rimandi simbolici, tradotte in trame sottili di segni che solcano le lucide stesure cromatiche delle quali si compongono e si nutrono i dipinti della giovane artista udinese. L’immagine non pare ricreata nella sua flagranza quanto piuttosto evocata sulle tracce che l’esperienza oggettiva del reale ha lasciato nella coscienza dell’artefice che se ne appropria per farne il veicolo di emozioni e sensazioni personali ritradotto in un linguaggio, quello pittorico nel caso specifico, che ne consente l’esternazione e la comunicazione.
La ricerca artistica di Olga Danelone trova oggi una sua compiuta espressione nella mostra personale “Presenze e Passaggi”, conclusasi recentemente al Castello di Colloredo di Monte Albano.
L’esposizione curata con la consueta competenza da Stefano Aloisi, ha proposto la produzione più recente della giovane pittrice che, per gli assunti e gli scopi perseguiti, ben si attesta nel clima italiano della pittura analitica, nata dalle ormai storiche correnti dell’Astrattismo secondo i principi di una pittura-pittura che analizza se stessa nei suoi momenti costitutivi, ponendo, sul medesimo piano, il risultato formale dell’opera e l’azione pittorica nel suo svolgersi. Ciò che interessa, dunque, non è solo il quadro in sé, ma anche e soprattutto i passaggi e gli atti che ne hanno consentito la nascita. Le immagini di Olga Danelone non sono altro che la testimonianza del costituirsi intrinseco dell’azione pittorica, lucidi fondali su cui, a tratti, galleggiano e si accendono vividi tasselli cromatici, sorta di fosfeni luminosi, con il compito di condurre lo sguardo dello spettatore all’interno dello spazio dipinto costringendolo a concentrarsi in luoghi deputati, mutando continuamente la prospettiva e il punto di osservazione privilegiato.
E’ attraverso questi brevi segnali dell’anima che l’artista comunica, a quanto sta intorno, la propria ricchezza interiore istituendo un inesausto colloquio tra l’artista, opera e pubblico in una compartecipazione di sentimenti che rende l’opera d’arte vitale ed esteticamente valida.